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Diagnostica e lettura del degrado

Alla base dell’intervento vi è stata una fase approfondita di diagnostica, indispensabile per comprendere i fenomeni di degrado che interessavano le superfici ceramiche. Il problema principale individuato è quello delle efflorescenze saline, manifestazione visibile di un processo di deterioramento attivo.
I cristalli di sale, penetrando nella struttura porosa della terracotta, esercitano una forza distruttiva dall’interno: durante la cristallizzazione possono aumentare il loro volume fino al 300%, generando pressioni tali da provocare il sollevamento dello smalto, distacchi, disgregazioni e lacune. Le analisi hanno evidenziato la presenza di solfati di sodio e di calcio, sali particolarmente complessi da controllare poiché in gran parte riconducibili ai processi originari di produzione e posa delle maioliche.

L’innovazione nel consolidamento delle maioliche

Per rispondere a questa criticità è stato scelto un approccio innovativo basato sull’impiego di SIOX-5 RE39, consolidante minerale di nuova generazione sviluppato da SILTEA SRL e fondato su tecnologia sol-gel.
A differenza dei prodotti tradizionali, questo consolidante crea una matrice minerale altamente traspirante, compatibile con la composizione chimica della ceramica. Il risultato è il ripristino della coesione del materiale degradato senza la formazione di barriere che ostacolino la naturale migrazione dei sali verso l’esterno. Allo stesso tempo, il trattamento riduce l’idratazione dei sali e il loro incremento volumetrico legato ai cicli di umidità, mitigando le cause profonde del degrado.

Validazioni scientifiche e prospettive per il restauro

L’efficacia dell’intervento è stata verificata attraverso test di laboratorio condotti su campioni di terracotta sottoposti a venti cicli di invecchiamento accelerato, simulando condizioni ambientali reali e stress da cristallizzazione salina. Le analisi SEM-EDS e le prove gravimetriche hanno confermato una significativa riduzione dell’assorbimento di umidità e sali nei campioni trattati, senza compromettere la traspirabilità del materiale.
I risultati mostrano come i campioni consolidati mantengano la loro integrità, mentre quelli non trattati possano arrivare a perdere fino all’80% del peso. Un metodo in cui le scelte progettuali sono supportate da dati oggettivi, tracciando una direzione chiara per il futuro del restauro conservativo, sempre più fondato su rigore scientifico e consapevolezza tecnica.

I risultati mostrano come i campioni consolidati mantengano la loro integrità, mentre quelli non trattati possano arrivare a perdere fino all’80% del peso. Un metodo in cui le scelte progettuali sono supportate da dati oggettivi, tracciando una direzione chiara per il futuro del restauro conservativo, sempre più fondato su rigore scientifico e consapevolezza tecnica.

Il restauro del chiostro maiolicato e il ripristino del pergolato storico del complesso monumentale di Santa Chiara a Napoli rientrano nell'intervento AQ1 – Campania-1, Lotto geografico 2 (Campania), identificato dal CUP F69C22000340006 e dal CIG 953329758E.
I lavori sono stati aggiudicati alla Lithos Srl, con contratto rep. n. 13826 del 12 marzo 2025. L'importo contrattuale iniziale era di 1.169.640,74 euro, di cui 1.084.880,84 euro per lavori a misura, al netto del ribasso offerto in sede di gara, 488,02 euro per costi di smaltimento e 84.271,88 euro per oneri di sicurezza, questi ultimi due non soggetti a ribasso (oltre IVA). In corso d'opera è stata approvata una variante, formalizzata con atto aggiuntivo rep. n. 13927 del 30 ottobre 2025, che ha portato l'importo contrattuale a 1.585.544,32 euro. Di questa somma, 1.441.574,16 euro sono destinati ai lavori, al netto del ribasso del 25,08% offerto in gara, 143.482,14 euro agli oneri per la sicurezza e 488,02 euro agli oneri per i conferimenti a discarica, entrambi non soggetti a ribasso.
La struttura tecnica che ha seguito l'intervento vede come Responsabile Unico del Procedimento l'ing. Alessandra Landi, funzionario ingegnere architetto del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata (sede di Napoli), nominata con nota provveditoriale n. 6744 del 5 aprile 2023. La direzione dei lavori è stata affidata all'arch. Elisa Di Crescenzo, funzionario architetto della Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, mentre la direzione operativa è stata curata dalla dott.ssa Barbara Balbi, funzionario restauratore della stessa Soprintendenza. Il geom. Gabriele Guercia, assistente tecnico del Provveditorato, ha svolto il ruolo di ispettore di cantiere. Il coordinamento della sicurezza è stato affidato all'ing. Matteo Carluccio, aggiudicatario del sub lotto prestazionale n. 1 "servizi tecnici".

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