Boris & Maurice: architettura tra memoria e trasformazione urbana
Boris & Maurice: architettura tra memoria e trasformazione urbana

Boris & Maurice: architettura tra memoria e trasformazione urbana

A Ghent, la riconversione di un negozio di frutta e di un magazzino adiacente dà vita a un microcosmo urbano: abitazioni, terrazza condivisa e bistrot si intrecciano in un progetto che unisce identità storica e linguaggio contemporaneo.

Un nuovo racconto urbano tra pieni e vuoti

Nel cuore di Ghent, all’incrocio di una vivace arteria urbana, prende forma un intervento a cura di FELT Architecture & Design che ridefinisce il concetto di rigenerazione urbana. Un ex negozio di frutta e il magazzino adiacente si trasformano in un sistema ibrido che accoglie residenza e ristorazione, dando vita a uno spazio collettivo intimo e dinamico.
Il progetto si inserisce con sensibilità nel tessuto esistente, mantenendo un dialogo costante con la preesistenza e reinterpretando i caratteri tipologici locali. Dietro un timpano in mattoni bianchi, quasi archetipico, si cela un organismo complesso che rivela la sua ricchezza solo una volta attraversato.

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La casa: verticalità, luce e continuità spaziale

L’abitazione principale si sviluppa come uno spazio compatto ma sorprendentemente arioso, dove la doppia altezza del living diventa il cuore del progetto. Ampie superfici vetrate incorniciano scorci verdi, amplificando la percezione dello spazio e mettendo in relazione interno ed esterno.
Una scala a chiocciola collega fluidamente i livelli, enfatizzando la verticalità e la continuità visiva. Al piano terra, un ambiente affacciato sulla strada si presta a usi flessibili — studio o camera — mentre il piano superiore ospita due camere da letto separate da un bagno centrale. Un’organizzazione chiara che riflette un approccio funzionale ma raffinato ai progetti di architettura contemporanei.

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La terrazza: cuore condiviso e memoria del luogo

Elemento cardine dell’intervento è la terrazza irregolare, pensata come spazio di connessione tra le diverse funzioni. Questo luogo sospeso tra pubblico e privato diventa un’oasi urbana che conserva la memoria del sito, reinterpretandola in chiave contemporanea.
Le superfici in clinker di argilla rialzati contribuiscono a creare un’atmosfera visiva calma e coerente, mentre la varietà delle facciate dialoga con il contesto circostante. La terrazza non è solo uno spazio aperto, ma un dispositivo architettonico che costruisce relazioni.

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Il bistrot: trasparenza, materia e vita urbana

Sul fronte strada, un elemento in acciaio blu vibrante segna con decisione la nuova identità del complesso, distinguendolo dagli edifici storici adiacenti. Dietro questa pelle parzialmente perforata si cela l’ingresso al bistrot e alla residenza soprastante.
Le porte a doppia apertura permettono una continuità fluida tra interno ed esterno, trasformando la terrazza in un’estensione dello spazio pubblico. All’interno, il bistrot conserva il fascino originario del negozio di frutta: grandi finestre a tutta altezza inondano lo spazio di luce naturale, mentre la sera creano un’atmosfera calda e accogliente.
Il banco bar diventa il fulcro visivo e sociale, affiancato da un mobile in acciaio che lascia intravedere la cucina, trasformando l’esperienza gastronomica in uno spettacolo condiviso.

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