Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria
Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria

Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria

Un percorso ciclopedonale che rinasce dal silenzio delle paludi di Massarosa e si trasforma in un gioiello sensibile e poetico: una linea leggera che scivola sull’acqua, restituendo al territorio la sua bellezza perduta e invitando a un dialogo armonioso tra uomo e natura

Origini, memoria e rinascita di un paesaggio fragile

Nel cuore del bacino settentrionale del Lago di Massaciuccoli, il percorso ciclopedonale “Fior di Loto” riporta alla luce un territorio rimasto a lungo nascosto e abbandonato. Qui, dove un tempo prosperavano le risaie e successivamente le colture di loto, si apre oggi un nuovo capitolo di rinascita. L’opera, firmata da MICROSCAPE architecture urban design AA, restituisce accessibilità e dignità a un paesaggio segnato da una urbanizzazione diffusa e spesso poco attenta alla qualità degli spazi. Inserita nei progetti di outdoor legati alla mobilità lenta e alla riscoperta del territorio, la pista di 1 km collega la stazione di Bozzano al centro di Massarosa, diventando parte del sistema ciclabile dedicato a Giacomo Puccini. Più che un semplice collegamento, è una soglia poetica: il pubblico torna ad attraversare un ambiente raro, ritrovando percorsi, memorie e silenzi un tempo negati.

Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria

Dialogo armonioso tra uomo, acqua e vegetazione

Il progetto interpreta il contesto rispettandone materiali, ritmi e delicate dinamiche idrauliche. La soluzione progettuale si traduce in un equilibrio sottile, dove la natura non è cornice ma protagonista di un dialogo rinnovato. Tratti in rilevato e un pontile ligneo di 150 metri si alternano generando variazioni di velocità, prospettiva e percezioni acustiche, accompagnando il visitatore in un’esperienza immersiva. L’infrastruttura non impone, ma osserva e si adatta: superfici in legno lamellare e massello d’abete rosso poggiano su pali in acciaio, dando vita a una struttura resistente e discreta. In questo equilibrio, materiale e paesaggio coesistono, restituendo la sensazione di un percorso sospeso, delicato e permeabile, che custodisce e valorizza la ricchezza ecologica del luogo.

Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria

Infrastruttura come paesaggio vivente e sostenibile

La filosofia progettuale punta a un impatto ambientale prossimo allo zero: l’uso di materiali naturali, permeabili e privi di agenti chimici garantisce la protezione dell’ecosistema e della fauna, tra cui aironi, usignoli di fiume, folaghe e carpe. Il legno, scelto per la sua durata e manutenzione minima, favorisce una fusione armoniosa con la vegetazione palustre. Filari di pioppi cipressini e sequenze lineari di essenze arbustive, tra cui aromi, hibiscus e cytisus, generano zone d’ombra e strutture vegetali che definiscono un paesaggio in trasformazione continua. Il confine tra costruito e spontaneo diventa così una linea sensibile, dove la sostenibilità non è solo principio ma gesto visibile e quotidiano.

Fior di Loto: un sentiero sospeso tra acqua, natura e memoria

Un palco naturale che muta e respira nel tempo

Il “Fior di Loto” non è soltanto una pista ciclopedonale, ma un vero e proprio palcoscenico ambientale, un luogo dove natura, coltivazione e infrastruttura costruiscono un racconto condiviso. Il percorso si offre come piattaforma d’osservazione e contemplazione, accompagnando chi lo attraversa nella scoperta di un paesaggio prezioso e cangiante. Con il passare delle stagioni, la “natura costruita” si intreccia con la “natura naturale”, senza perdere la propria leggibilità formale: sottili linee cambiano colore, luce e materia, evocando una bellezza fragile e mutevole. È un invito lento e poetico a riconnettersi con ciò che spesso sfugge allo sguardo: l’essenza del luogo, i suoi silenzi, e la promessa di un futuro più attento e rispettoso.

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