Klimahouse 2026. Il costruire sostenibile tra visione, tecnica e responsabilità

Oltre 27.000 visitatori, 400 espositori e quattro giorni di confronto serrato: Klimahouse 2026 si chiude confermandosi non solo come fiera di settore, ma come piattaforma culturale in cui l’edilizia sostenibile smette di essere slogan e diventa pratica concreta, misurabile, discutibile.
A Bolzano il costruire responsabile è tornato al centro del dibattito, tra innovazione tecnologica, architettura in legno, costi, accessibilità e qualità dello spazio costruito.

Sostenibilità: non un lusso, ma una scelta necessaria

Il messaggio che emerge con maggiore chiarezza da questa edizione è netto: la sostenibilità non può più essere considerata un’opzione d’élite. Durante il Klimahouse Congress, il confronto tra progettisti, ricercatori e imprese ha messo in luce una questione cruciale per il presente e il futuro dei progetti di architettura: come rendere l’edilizia sostenibile economicamente accessibile, senza rinunciare a prestazioni, durabilità e qualità ambientale?

Il tema dei costi, spesso utilizzato come alibi per rallentare l’innovazione, è stato affrontato in modo diretto. La direzione indicata è quella di un approccio sistemico, capace di integrare normativa, filiera produttiva, progettazione e gestione dell’edificio. Non più singole soluzioni, ma processi consapevoli.

Tecnologia, startup e intelligenza artificiale nel cantiere del futuro

Tra gli spazi più dinamici di Klimahouse 2026, il Future Hub ha restituito una fotografia interessante dello stato dell’innovazione applicata all’edilizia. Le startup selezionate, in collaborazione con PoliHub, hanno mostrato come l’efficienza energetica, il controllo dei consumi e l’ottimizzazione dei processi possano essere supportati da strumenti digitali sempre più evoluti.

L’ingresso dell’intelligenza artificiale nel racconto fieristico non è stato un vezzo futuristico, ma un segnale chiaro: progettazione, gestione e manutenzione degli edifici stanno cambiando. Algoritmi predittivi, gestione intelligente dei dati e automazione diventano alleati per ridurre sprechi e migliorare le performance ambientali.

Architettura in legno: quando la materia diventa linguaggio

Uno dei momenti più significativi dell’edizione 2026 è stata la premiazione del Wood Architecture Prize by Klimahouse, che ha messo al centro il legno non solo come materiale sostenibile, ma come strumento progettuale maturo.

I progetti premiati raccontano un’architettura capace di dialogare con il paesaggio, la comunità e le funzioni contemporanee: dall’innovativa The Big Zip – A house for happy cows, alle Nuove Scuole Medie di Primiero, fino all’edificio multifunzionale di Barbiano. Opere diverse per scala e destinazione, accomunate da un uso del legno consapevole, strutturale, espressivo.

Il premio restituisce un quadro chiaro: in Italia esiste una cultura del costruire in legno sempre più solida, capace di affrontare temi complessi come l’edilizia pubblica, l’agricoltura, la rigenerazione e i servizi collettivi.

Oltre la fiera: un laboratorio permanente sul costruire

Klimahouse 2026 si conferma così come un osservatorio privilegiato sul presente dell’edilizia e dell’architettura sostenibile. Non solo vetrina di prodotti, ma luogo di sintesi tra tecnica, progetto e visione. Un contesto in cui emergono domande più che risposte definitive, e dove il costruire viene letto come atto culturale prima ancora che economico.

In un momento storico in cui il settore è chiamato a rispondere a sfide ambientali, sociali ed energetiche senza precedenti, eventi come Klimahouse dimostrano che il cambiamento passa dalla qualità delle scelte progettuali e dalla capacità di immaginare edifici più giusti, efficienti e responsabili.

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