Il confine come dispositivo, non come tema
Nella ricerca di Stefano Ronci, il confine non coincide mai con una linea netta. È piuttosto una fascia instabile, un territorio di slittamento in cui le cose non coincidono del tutto: tra materia e immagine, tra controllo e imprevedibilità, tra presenza e sparizione. Ronci lavora esattamente lì, in quello spazio che normalmente cerchiamo di chiarire, ordinare, chiudere. Il suo gesto va nella direzione opposta: rendere permeabile ciò che delimita, trasformare il confine in un campo attivo di possibilità percettive.










