Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara
Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Nel cuore di Napoli, un intervento conservativo sulle maioliche settecentesche del Chiostro di Santa Chiara unisce diagnostica scientifica e consolidanti di nuova generazione, dimostrando come innovazione e tutela del patrimonio possano dialogare in modo virtuoso.

Un patrimonio unesco tra storia e fragilità

Nel cuore di Napoli, tra i vicoli che custodiscono secoli di stratificazioni urbane e culturali, il Chiostro di Santa Chiara rappresenta uno dei luoghi simbolo del patrimonio UNESCO italiano. Le sue celebri maioliche policrome settecentesche, miracolosamente sopravvissute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, raccontano scene di vita quotidiana attraverso colori vivaci e motivi naturalistici che il tempo ha solo in parte scalfito.
Tra il 2024 e il 2025 il complesso è stato interessato da un intervento conservativo condotto da LITHOS SRL, capace di coniugare rispetto per la materia storica e innovazione tecnologica. Un approccio che si inserisce nel dibattito contemporaneo sui progetti di architettura e sul ruolo della scienza nella tutela del costruito storico.

Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Diagnostica e lettura del degrado

Alla base dell’intervento vi è stata una fase approfondita di diagnostica, indispensabile per comprendere i fenomeni di degrado che interessavano le superfici ceramiche. Il problema principale individuato è quello delle efflorescenze saline, manifestazione visibile di un processo di deterioramento attivo.
I cristalli di sale, penetrando nella struttura porosa della terracotta, esercitano una forza distruttiva dall’interno: durante la cristallizzazione possono aumentare il loro volume fino al 300%, generando pressioni tali da provocare il sollevamento dello smalto, distacchi, disgregazioni e lacune. Le analisi hanno evidenziato la presenza di solfati di sodio e di calcio, sali particolarmente complessi da controllare poiché in gran parte riconducibili ai processi originari di produzione e posa delle maioliche.

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L’innovazione nel consolidamento delle maioliche

Per rispondere a questa criticità è stato scelto un approccio innovativo basato sull’impiego di SIOX-5 RE39, consolidante minerale di nuova generazione sviluppato da SILTEA SRL e fondato su tecnologia sol-gel.
A differenza dei prodotti tradizionali, questo consolidante crea una matrice minerale altamente traspirante, compatibile con la composizione chimica della ceramica. Il risultato è il ripristino della coesione del materiale degradato senza la formazione di barriere che ostacolino la naturale migrazione dei sali verso l’esterno. Allo stesso tempo, il trattamento riduce l’idratazione dei sali e il loro incremento volumetrico legato ai cicli di umidità, mitigando le cause profonde del degrado.

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Validazioni scientifiche e prospettive per il restauro

L’efficacia dell’intervento è stata verificata attraverso test di laboratorio condotti su campioni di terracotta sottoposti a venti cicli di invecchiamento accelerato, simulando condizioni ambientali reali e stress da cristallizzazione salina. Le analisi SEM-EDS e le prove gravimetriche hanno confermato una significativa riduzione dell’assorbimento di umidità e sali nei campioni trattati, senza compromettere la traspirabilità del materiale.

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I risultati mostrano come i campioni consolidati mantengano la loro integrità, mentre quelli non trattati possano arrivare a perdere fino all’80% del peso. Un metodo in cui le scelte progettuali sono supportate da dati oggettivi, tracciando una direzione chiara per il futuro del restauro conservativo, sempre più fondato su rigore scientifico e consapevolezza tecnica.

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