Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità
Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità

Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità

Realizzata per la manifestazione “Aux bords des paysages” (Ai bordi del Paesaggio) organizzata nel 2025 dai comuni del Grand Pic Saint Loup nella regione dell’Hérault in Francia, Patchwork è un’opera costituita da ritagli di abiti da lavoro, tipicamente blu, che sventola come uno stendardo medievale abbarbicato su mura antiche. Materiali, epoche, culture dialogano giocando in quest’installazione effimera

Una sperimentazione formale e materica

La sperimentazione formale e materica di Atelier Yok Yok arricchisce il suo numero di installazioni artistiche con una nuova creatura, questa volta tessile: Patchwork, un’opera di 5 metri per 4 costituita da abiti da lavoro dismessi o che derivano da sovrapproduzione che, ritagliati a foggia di scandole, vengono montati su una struttura in ferro e legno addossata all’antica parete tra la chiesa e il castello di Notre-Dame de Londres

Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità

Dialogo tra materiali dall’essenza contrastante

L’opera mette in connessione materiali dall’essenza contrastante, la pietra, dura, che proviene da epoche remote e dal ciclo di vita praticamente infinito, e il tessuto, effimero, che racconta di un tempo di lavoro industriale che produce più del necessario e ciò che crea dura un soffio

Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità

Una suerficie tridimensionale reattiva in tessuto “bleu de travail”

Patchwork, con la sua superficie tridimensionale e reattiva al tatto e al vento, veste l’architettura storica come una tenda. Ricorda gli arazzi, i costumi e le feste medievali; si muove come un piumaggio vivo, colorato di un intenso color “bleu de travail” (blu lavoro). La curvatura della struttura di sostegno permette agli scampoli di pendere e oscillare, offrendo la sensazione di effimera fragilità e mutevolezza: una scenografia viva e vivace davanti alla quale passanti e visitatori mettono in scena loro stessi

Patchwork: installazione effimera gioca con architettura e temporalità

Arte tessile, fiber art e patchwork

Per la sua opera, YokYok si rifà all'arte tessile, alla fiber art e, come dice il nome stesso, alla tecnica del patchwork. Il risultato è una superficie dall’alto impatto sensoriale creato con materiali e tecniche semplici e low-tech. Unite alla ricerca sulla forza del colore come mezzo per dialogare con il contesto, le fonti ispirative del team creativo vanno dagli artisti moderni e Bauhaus come Annie Albers, passano da opere “più spaziali” come quelle di Ernesto Neto o Chiharu e arrivano alla contemporaneità dei lavori di Magdalena Abakanovicz e Olga de Amaral

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