Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara
Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Nel cuore di Napoli, un intervento conservativo sulle maioliche settecentesche del Chiostro di Santa Chiara unisce diagnostica scientifica e consolidanti di nuova generazione, dimostrando come innovazione e tutela del patrimonio possano dialogare in modo virtuoso.

Un patrimonio UNESCO tra storia e fragilità

Nel cuore di Napoli, tra i vicoli che custodiscono secoli di stratificazioni urbane e culturali, il Chiostro di Santa Chiara rappresenta uno dei luoghi simbolo del patrimonio UNESCO italiano. Le sue celebri maioliche policrome settecentesche, miracolosamente sopravvissute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, raccontano scene di vita quotidiana attraverso colori vivaci e motivi naturalistici che il tempo ha solo in parte scalfito.

Il complesso è interessato da un articolato intervento di restauro conservativo, che comprende il recupero del chiostro maiolicato e il ripristino del pergolato storico. I lavori, affidati a LITHOS SRL, coniugano il rispetto per la materia storica con l'impiego di tecnologie innovative per la conservazione delle superfici ceramiche. Un approccio che valorizza il contributo della ricerca scientifica nella tutela del patrimonio architettonico e nella salvaguardia dei manufatti storici.

Nanotecnologie per il restauro del Chiostro di Santa Chiara

Diagnostica e lettura del degrado

Alla base dell’intervento vi è stata una fase approfondita di diagnostica, indispensabile per comprendere i fenomeni di degrado che interessavano le superfici ceramiche. Il problema principale individuato è quello delle efflorescenze saline, manifestazione visibile di un processo di deterioramento attivo.
I cristalli di sale, penetrando nella struttura porosa della terracotta, esercitano una forza distruttiva dall’interno: durante la cristallizzazione possono aumentare il loro volume fino al 300%, generando pressioni tali da provocare il sollevamento dello smalto, distacchi, disgregazioni e lacune. Le analisi hanno evidenziato la presenza di solfati di sodio e di calcio, sali particolarmente complessi da controllare poiché in gran parte riconducibili ai processi originari di produzione e posa delle maioliche.

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L’innovazione nel consolidamento delle maioliche

Per rispondere a questa criticità è stato scelto un approccio innovativo basato sull’impiego di SIOX-5 RE39, consolidante minerale di nuova generazione sviluppato da SILTEA SRL e fondato su tecnologia sol-gel.
A differenza dei prodotti tradizionali, questo consolidante crea una matrice minerale altamente traspirante, compatibile con la composizione chimica della ceramica. Il risultato è il ripristino della coesione del materiale degradato senza la formazione di barriere che ostacolino la naturale migrazione dei sali verso l’esterno. Allo stesso tempo, il trattamento riduce l’idratazione dei sali e il loro incremento volumetrico legato ai cicli di umidità, mitigando le cause profonde del degrado.

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Validazioni scientifiche e prospettive per il restauro

L’efficacia dell’intervento è stata verificata attraverso test di laboratorio condotti su campioni di terracotta sottoposti a venti cicli di invecchiamento accelerato, simulando condizioni ambientali reali e stress da cristallizzazione salina. Le analisi SEM-EDS e le prove gravimetriche hanno confermato una significativa riduzione dell’assorbimento di umidità e sali nei campioni trattati, senza compromettere la traspirabilità del materiale.

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I risultati mostrano come i campioni consolidati mantengano la loro integrità, mentre quelli non trattati possano arrivare a perdere fino all’80% del peso. Un metodo in cui le scelte progettuali sono supportate da dati oggettivi, tracciando una direzione chiara per il futuro del restauro conservativo, sempre più fondato su rigore scientifico e consapevolezza tecnica.

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Il progetto di restauro e la direzione tecnica dei lavori

Il restauro del chiostro maiolicato e il ripristino del pergolato storico del Complesso Monumentale di Santa Chiara rientrano nell'intervento AQ1 – Campania-1, Lotto geografico 2, identificato dal CUP F69C22000340006 e dal CIG 953329758E. I lavori sono stati aggiudicati a LITHOS SRL, con contratto sottoscritto il 12 marzo 2025 per un importo iniziale di 1.169.640,74 euro, successivamente aggiornato a 1.585.544,32 euro attraverso una variante approvata nell'ottobre 2025.

La gestione tecnica dell'intervento ha coinvolto diverse professionalità specializzate nella conservazione del patrimonio storico e architettonico. Il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento è stato affidato all'ing. Alessandra Landi, mentre la direzione dei lavori, a cura della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, è stata seguita dall'arch. Elisa Di Crescenzo, affiancata dalla dott.ssa Barbara Balbi in qualità di direttore operativo. Il geom. Gabriele Guercia ha svolto le funzioni di ispettore di cantiere, mentre il coordinamento della sicurezza è stato affidato all'ing. Matteo Carluccio.

Il coordinamento tra le diverse figure tecniche si inserisce in un intervento che richiede competenze multidisciplinari, con l'obiettivo di coniugare conservazione dei materiali storici, tecnologie innovative e tutela del patrimonio culturale.

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