Ristorante Gakatei: le scelte progettuali che aprono al panorama
Ristorante Gakatei: le scelte progettuali che aprono al panorama

Ristorante Gakatei: le scelte progettuali che aprono al panorama

Affacciato su uno dei paesaggi più iconici del Giappone, il ristorante dell’Hotel Kitanoya nasce da un intervento di ristrutturazione degli interni che re-interpreta il rapporto tra spazio, vista e materia

Il paesaggio iconico di Amanohashidate

L'Hotel Kitanoyas, situato ad Amanohashidate, una delle località paesaggistiche più suggestive del Giappone, ospita al suo interno il ristorante Gakatei. Collocato all’ultimo piano dell’edificio, il ristorante gode di una vista panoramica privilegiata sul celebre istmo naturale, elemento paesaggistico che ha guidato molte delle scelte progettuali.

In origine utilizzato come semplice sala da pranzo, lo spazio è stato ampliato completamente ristrutturato nei suoi interni attraverso l’integrazione di precedenti camere per gli ospiti e sale banchetti adiacenti, dando vita a un nuovo ristorante di circa 300 metri quadrati, pensato per accogliere un numero elevato di coperti senza rinunciare alla qualità spaziale.

Ristorante Gakatei: le scelte progettuali che aprono al panorama

Organizzazione degli spazi e gestione delle irregolarità planimetriche

Il progetto ad opera di Kenzo Makino & Associates ha affrontato la complessità di una planimetria irregolare, tipica degli interventi di riuso e nuovi progetti di ristruturazione, riorganizzando le funzioni secondarie – come ingresso, sale private e aree di servizio – lungo le rientranze e le sporgenze esistenti. Questa strategia ha consentito di razionalizzare il layout e di liberare gli spazi principali destinati alla ristorazione.

Considerata l’ampia capienza del locale, è stato introdotto un corridoio centrale lungo circa 40 metri e largo 1,6 metri, progettato per garantire visibilità chiara al personale, fluidità nei percorsi e efficienza del servizio, aspetto chiave nella progettazione di spazi per la ristorazione di grandi dimensioni.

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Relazione tra spazi, vista e atmosfera

Escludendo le sale private, l’area ristorante è suddivisa in due zone principali: una rivolta direttamente verso Amanohashidate e una sul lato montano, con visuali parziali sul paesaggio circostante. Nella zona fronte mare, i posti a sedere sono stati generosamente distanziati per creare un ambiente aperto e arioso, in grado di valorizzare appieno la vista iconica.

La zona lato montagna, al contrario, è stata pensata con un carattere più intimo e raccolto, grazie all’utilizzo di partizioni a griglia che suddividono delicatamente lo spazio. Questi elementi combinano lamelle verticali in hinoki (cipresso giapponese) e elementi orizzontali in legno di ciliegio nero, dando origine a un disegno intrecciato che richiama l’ordito e la trama dei tessuti tradizionali.

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Materiali, flessibilità e identità architettonica

Le partizioni sono modulari e removibili, permettendo di riconfigurare lo spazio in base alle esigenze operative o agli eventi. Un elemento distintivo dell’edificio originario, una bovindo a quarto di sfera, è stato reinterpretato progettualmente attraverso la realizzazione di una sala privata semi-sferica, ottenuta replicando la stessa geometria su pareti e soffitto in posizione speculare.

La palette materica – composta da pietra di Ōya, piastrelle in gres porcellanato rossastro, hinoki e legno di ciliegio nero – contribuisce a costruire un’atmosfera calda, sobria e raffinata, in equilibrio tra formalità e informalità. Il risultato è uno spazio che interpreta la progettazione degli interni per la ristorazione come esperienza sensoriale e spaziale, in dialogo con il contesto naturale e con le esigenze funzionali contemporanee dei progetti di architettura.

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